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AVO Udine ODV

Associazione volontari ospedalieri Udine ODV. Volontariato ospedaliero e territoriale

L'idea di un gruppo di volontari in ospedale nasce dal dott. Erminio Longhini, ricercatore universitario nel 1967 e l’anno successivo primario della divisione di medicina d’urgenza all’Ospedale di Sesto S.Giovanni. Egli è convinto della necessità di stare vicino alle persone, ascoltare le loro richieste di attenzione non solo per aspetti prettamente medici, ma come individui toccati da eventi traumatici e difficili da affrontare. Nel 1975 Longhini dà vita all’AVO nella città di Milano.

Nel dicembre 1978 viene promulgata la legge n. 833 che riconosce un ruolo al volontariato oltre che nell’assistenza ai degenti anche in fase di programmazione delle attività in strutture sanitarie e socio-assistenziali.

Nascono così numerose sedi che, dal 1980, sono coordinate dalla Federavo. Oggi AVO ODV conta 236 sezioni federate operanti in 623 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale per un totale di circa 25 mila volontari.

La nostra AVO Udine ODV nasce nel 2012 su iniziativa di una volontaria della storica sezione di Trieste, la terza nata in Italia. Ha uno statuto proprio e si richiama ai principi fondanti della Federazione. Conta attualmente una trentina di volontari attivi ed opera all’interno dell’I.M.F.R. Gervasutta, in Unità Gravi Cerebrolesi e Riabilitazione Generale, all’Ospedale Santa Maria della Misericordia in Ginecologia, all’Hospice, collabora con il Distretto Sanitario di Udine ed è presente in due case di riposo cittadine.

La specificità del servizio AVO è la presenza e l’ascolto, ove per presenza si intende esserci con la mente e con il cuore, con il desiderio di partecipare e condividere la sofferenza e le preoccupazioni del malato e per ascolto si intende la capacità di tacere perchè parli l’altro, la pazienza di attendere consentendogli di esprimersi con la sua lentezza, le sue parole, i suoi modi senza spazientirsi e senza sovrapporsi a ciò che dice.

Nessuno si deve sentire escluso dall’attenzione. Il volontario, consapevole che la sua presenza ha lo scopo di rendere più umano l’ambiente ospedaliero, offre calma e delicatezza, infonde fiducia nell’istituzione, favorisce i rapporti fra ammalato e personale medico e socio-sanitario. Porta serenità incoraggiando ogni degente a sopportare e superare disagi e sofferenza. Conforta anche i parenti infondendo coraggio e fiducia.

AVO è in reparto per vivere con le persone ricoverate momenti di condivisione, perchè possano lasciare da parte la sensazione di sentirsi solo malati impegnandole con squarci di vita quotidiana, ascoltando notizie, spaziando dalla lettura alla pratica di un semplice gioco da tavolo, o realizzando insieme piccoli lavori manuali.

Il proposito è proprio quello di intrattenere, ascoltare, stare accanto alle persone nei momenti in cui le terapie sono terminate, integrando quindi il ruolo medico-infermieristico (completamente estraneo ai volontari) con quello di vicinanza e cura dell’individuo, compito che il personale ospedaliero non può garantire, preso com’è da diverse mansioni. Mai quindi sostituzione, ma integrazione e condivisione delle azioni, percorrendo la via del rispetto e della promozione della persona.

Sono richieste almeno 2 ore di servizio alla settimana, ma anche la partecipazione alla vita dell’associazione per crescere insieme, confrontare la nostra azione con gli altri e trovare dagli stessi sostegno.

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